Sono passati 10 anni, da quando, nel lontano 2006 Facebook lanciava il Newsfeed e niente sarebbe stato più come prima.

Una finestra sul mondo, un quotidiano sempre aggiornato e costruito sulla base dei nostri interessi, delle pagine che scegliamo di seguire e degli amici che decidiamo di avere.

Negli ultimi mesi Facebook ha condotto diversi sondaggi all’interno della piattaforma da cui è emerso un unico grande insight :”siamo bombardati di notizie di tutti i tipi e temiamo di perdere aggiornamenti importanti sulla vita di amici e parenti”.

Fino ad oggi infatti, all’interno del newsfeed le pagine di brand e dei media (grazie anche alla sponsorizzazione) hanno sempre avuto la precedenza.

In pratica, si torna all’antica, Facebook è nata come piattaforma per restare in contatto (e magari rimorchiare..) quindi gli amici prima di tutto.

Obiettivo dichiarato è quello di aumentare sia le interazioni che il tempo di permanenza all’interno della piattaforma, con tanto di nuova scaletta su come verranno pesati i contenuti nel feed.

La sfida vera per i brand e i publisher, sarà quella di creare contenuti innovativi e interessanti, che vadano a stimolare le interazioni degli utenti; maggiore sarà il tasso di interazione sui contenuti (la famosa virality) maggiore sarà la visibilità dei contenuti stessi.

Ogni azione fatta da un utente (like, share o commento) su di un qualsiasi post, viene in automatico comunicata sul newsfeed di tutti i suoi amici.

Potremo finalmente dire addio a pagine di giornali che postano foto di gattini tette e culi?

Ai posteri l’ardua sentenza, a noi analyst il compito di dimostrare ai brand l’impatto del nuovo algoritmo.

 

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