Io vi giuro con tutto me stesso che ce la sto mettendo tutta nel provare a capire cosa ci sia dietro al fenomeno Snapchat, perché frotte di teenagers ci si stanno buttando sopra, perché – di conseguenza – decine di brand hanno deciso di cacciarci dentro dei soldi e insomma, perché un marketing manager dovrebbe investirci anche solo del tempo per pensare cosa farci.

Ora, c’è chi dice – ma quel qualcuno lo ha scritto privatamente su Facebook e quindi non lo posso riportare – che Snapchat alla fin fine è fondamentalmente un punto di accesso a contenuti non esattamente G-rated e che diverse nicchie di business ci stanno facendo dei gran soldi e non mi sento sinceramente di dover criticare nessuno per questa scelta. Però ecco, se una settimana fa è stato rivisto il layout per renderlo più user friendly, allora non mi sento così stupido a dire che di Snapchat non ci ho capito ancora una sega.

Ciò detto, sono state annunciate alcune novità dal punto di vista advertising e quindi ho tenuto a documentarmi per bene nel cercare di capirci qualcosa di più (e valutare se mai nella mia vita potrò uscirmene in una riunione dicendo “Ma perché non usiamo Snapchat?!”). Venendo al dunque:

  • I formati pubblicitari da due passano a tre, quindi:
    • Sponsored Geofilters: si tratta di “patch” da applicare sulle fotografie scattate dagli utenti che diventano disponibili solo ed esclusivamente quando ci si trova in una specifica area geografica. Strumento per esempio utilizzato durante festival musicali o che può diventare un veicolo di awareness per catene di negozi o singoli negozianti sul territorio.
    • Sponsored Lens: vuoi non diventare il protagonista di uno dei tanti filtri disponibili su Snapchat per modificare le proprie foto? Ecco, c’è chi come Taco Bell per esempio l’ha utilizzato per far divertire i propri utenti e farli diventare dei tacos viventi. Anche in questo caso più veicolo di awareness che altro.
    • Snap Ads – NOVITÀ: sostanzialmente parliamo di un video sponsorizzato che si andrà a inserire tra uno snap e l’altro. Una sorta di “interstitial” di 10 secondi fullscreen a cui si aggiunge anche la possibilità agli utenti di fare uno “swipe” e avere maggiori informazioni. Azione che promette di essere 5 volte più efficace di un normale CTR e quindi di introdurre su Snapchat un formato che avvicini molto di più gli utenti alle conversion.

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  • Sono state introdotte le Ads API, praticamente uno strizzatina d’occhio enorme verso tutti i tool di Programmatic di questo mondo e un chiaro segno verso gli advertiser come a dire “Ehi, avete visto quanto siamo carini dall’alto dei nostri 150 milioni di utenti attivi al giorno?! Sei proprio sicuro di non voler spendere dei soldi con noi?!”. E io, sinceramente, un pensierino sulle Snap Ads ce lo farei.
  • E legate ai due punti precedenti sono le partnership che Snapchat sta stringendo con i vari Moat, Nielsen mobile Digital Ads Ratings e Google DoubleClick per dare un valore maggiore ai contenuti pubblicitari introducendo migliori strumenti di tracciamento e misurazione così da allontanare i forti dubbi che la “mortalità” dei contenuti tipica di Snapchat genera verso i brand.

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