Con qualche giorno di anticipo rispetto all’I/O 2016, Google ha rilasciato ieri un nuovo prodotto che si aggiunge allo smisurato ecosistema delle app di messaggistica. Un po’ chat, un po’ social sharing, un po’ tool di collaborazione, Google Spaces ha fondamentalmente l’obiettivo di facilitare lo svolgersi delle conversazioni di gruppo aventi un tema comune.

Come molti di voi avranno sperimentato sulla propria pelle, partecipare e/o gestire chat di gruppo comporta spesso il degenerare della conversazione in argomenti off topic, con la conseguente fatica di ritrovare le informazioni importanti che sono via via annegate nel chiacchiericcio di fondo, ma non solo. Provate ad immaginare, per esempio, di dover organizzare le vacanze estive con gli amici: ci sarà chi controlla il costo del biglietto aereo, chi cerca soluzioni per l’alloggio, altri ancora suggeriranno luoghi di interesse o ancora ristoranti e club. Screenshots, links e brandelli di copia/incolla dal web riempiranno il vostro schermo in un lampo, dandovi del filo da torcere qualora vi capitasse di dover ritrovare in tempi rapidi il numero del vostro volo piuttosto che la prenotazione per l’auto a noleggio.

La vera novità – stando alle parole del Product Director Luke Wroblewski – è proprio questa: la nuova piattaforma mira ad evitare all’utente di dover saltellare da un’app all’altra e di perdere il focus sull’argomento della conversazione. Alle funzionalità tipiche di una chat, Spaces combina infatti la potenza di Google Search, di Youtube e di Chrome, il tutto a portata di mano senza mai dover abbandonare l’app.

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Non resta che provarlo o, ancora meglio, vederlo in azione proprio durante la conferenza di Big G che inizierà domani. Google, infatti, testerà il nuovo prodotto creando uno space per ogni developer session in modo da estendere la conversazione anche a chi non sarà presente di persona a Mountain View.

Google Spaces è già stato rilasciato negli app store di iOS e Android, oltre ad essere disponibile tramite interfaccia web e sotto forma di applicazione desktop.

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Michele Zuccala
Nato nel glorioso anno 1987 d.C., alla tenera età di 10 anni è stato vittima di un tragico attentato durante la finale del campionato di quartiere di minibasket, che l'ha obbligato a passare un'intera estate con la gamba ingessata. Come regalo di consolazione ha ricevuto il suo primo "portatile" (forse "semovibile" è una definizione più adeguata), consegnando così la sua anima al mondo nerd. Tech addicted per passione e CTO per professione, ama collezionare foto di autovelox e camicie azzurre tutte identiche.

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